Una vita seduto

L’autore e l’uomo

Gianfranco Cresti nasce a Firenze il 1° luglio 1956. Un giorno dopo il parto, avvenuto in casa, è colpito da paralisi cerebrale spastica a causa di un’asfissia cerebrale. Quei due minuti che lo lasciano senza ossigeno condizioneranno irreversibilmente ogni attimo della sua vita e di quella delle persone a lui più vicine e care. Il padre, impiegato per il quotidiano La Nazione, deve lavorare durante la notte e, pur amando il figlio e dedicandoglisi, non sempre riesce come vorrebbe ad essere accanto alla sua famiglia; è la madre, dunque, a divenire il centro di essa.

Il libro

È diviso in capitoli che descrivono le principali tappe della vita di Gianfranco, con un finale che mette in risalto i numerosi traguardi che egli ha raggiunto e la felicità per essere riuscito ad assaporare tutti i piaceri della vita. Nel testo vengono ripercorsi i passaggi dell’adolescenza: la paura per una vita tutta da costruire, la speranza, la voglia di farcela, il difficile momento del confronto con i coetanei, le delusioni, le scoperte, il ruolo fondamentale degli assistenti e la costruzione di amicizie vere.

Al centro, sempre, il rapporto profondo, intenso e unico con la madre, e quelli più delicati con il padre, i cugini, le zie e l’intera famiglia. Uno sguardo sui gravi problemi di salute con cui deve confrontarsi fin da piccolo, oltre a quelli dovuti ai disagi fisici a cui la sua condizione lo costringe; i primi innamoramenti e l’incontro con Assunta, anche lei disabile, che diventerà sua moglie e la compagna di una vita. Non ultima, la successiva perdita dei genitori, punti di riferimento per chi, come lui, deve affrontare queste difficoltà. E pagine dolcissime, tenere e toccanti, che descrivono la scelta del matrimonio e la meravigliosa storia d’amore con Assunta. Poi, due eventi segnano la vita di Gianfranco: l’infarto che lo colpisce, e un male quasi simile al suo che coinvolge il padre e lo costringe, come il figlio, a trascorrere l’ultimo periodo della vita in carrozzina. Le due esperienze a confronto sono descritte meravigliosamente nelle pagine del libro: il figlio si specchia nel padre, e viceversa.
C’è una presenza nella vita di Gianfranco che giocherà sempre di più un ruolo di primo piano e ne influenzerà positivamente la qualità: il fidato computer. Non un semplice mezzo, ma un vero e proprio alleato che, negli anni, attraverso la pratica, gli consentirà di effettuare i gesti quotidiani in modo autonomo e preciso.
Il lettore – pur entrando in contatto con un percorso di vita tanto complesso – non si sente mai ospite inadeguato, perché la narrazione fluida di Cresti fa trasparire magicamente un legame invisibile tra chi legge e la figura stessa dell’Autore riproposta in copertina.